Che crimine avrebbe commesso Varoufakis e perché?

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3 agosto 2015. Dopo il 5 luglio, data del Referendum in Grecia, è caduto il silenzio: nessuno ha elogiato o definito traditore Tsipras. In effetti, si capiva dalle sue dichiarazioni , che avrebbe accettato le condizioni imposte dai banchieri europei... L'EDITORIALE DI MARIO ALBANESI RIVOLUZIONARI DOC Nella parte finale di un mio commento dove leggevo una lettera di incoraggiamento di Fidel Castro ad Alexis Tsipras, manifestavo il desiderio di veder ritornare sulla scena politica internazionale l'ex ministro delle finanze greco Varoufakis,l'unico che è riuscito a parlare a “muso duro” ai padroni dell'Europa, ai banchieri. In parte questo desiderio si è realizzato, ma non proprio che pensavo io e tanto meno Varoufakis, perché egli, oggi, è incriminabile per alto tradimento. Cosa avrebbe mai fatto Varoufakis? Si dice che per le sue competenze informatiche, avrebbe contribuito ad hakerare, ad alterare, a manomettere, il sistema informatico degli uffici finanziari greci. Questo per salvare in caso di estrema necessità, il sistema base finanziario greco. Avrebbe comunque agito a fin di bene. Era dal 5 luglio che non sentivamo notizie provenire dalla Grecia, né per elogiare Tasipras per il suo realismo, per la sua realpolitik, né per dargli del traditore. Noi non abbiamo avuto problemi perché fin dal primo momento, dalla sua nascita, abbiamo ritenuto Siryza un partito che poteva essere tutto meno che rivoluzionario. Era uno dei tanti partiti occidentali della sinistra progressista fin che si vuole ma che tutto sommato si trovano molto bene all'interno del sistema capitalista. Syriza, è appena un gradino sopra lo sgangherato Partito democratico italiano che è sceso a dei livelli tali di degrado da far paura. Una cosa Tsipras non doveva fare, illudere il popolo greco facendogli credere che avrebbe riscattato il suo prestigio; il popolo greco, in effetti, è l'unico vincitore, nel momento in cui ha saputo compattarsi ed esprimere un voto in favore di un qualcuno che pensava avesse risolto i suoi problemi. Invece Tsipras già in partenza – lo aveva anche dichiarato in parte – sapeva di accettare comunque le condizioni poste dall'Europa. La questione greca non è affatto chiusa, e ci auguriamo altre persone, altri soggetti politici possano operare in modo differente da quanto ha fatto Tsipras. Varouifakis per esempio, dialogando con il Partito comunista greco il KKE che ha due punti nel suo programma che ci piacciono: uscire dall'Europa e dalla Nato. Guarda tutti i servizi di attualità e approfondimento di Mario Albanesi

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