Vede il cartellino rosso e aggredisce l'arbitro tirandogli un calcio violentissimo

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Il mondo del calcio, lo sappiamo alla perfezione sopratutto all'interno della penisola italiana, è da diversi decenni colpito da vicende non proprio legate allo sport, ma più che altro alle intemperanze dei tifosi o, se vogliamo chiamarli nel migliore dei modi, di una frangia del tifo che è stata ribattezzata ultras. Questi tifosi, in alcuni casi, non si limitano a dimostrare il loro attaccamento e affetto alla squadra in cui tifano, ma sfociano in episodi di violenza che difficilmente sono stati debellati e prevenuti nel corso degli ultimi anni. Ecco spiegato il motivo per cui, per fare in modo che il tifo ritorni ad essere veramente corretto, bello e sopratutto non pericoloso, anche gli attori protagonisti del mondo del calcio debbano cominciare a dare un esempio dignitoso. Troppo di frequente si vedono delle risse in campo per contrasti e motivi futili e, di conseguenza, non ci possiamo poi lamentare se anche i tifosi si comportano in modo uguale. Insomma, gli esempio, come nella vita, sono fondamentali anche nello sport e dovrebbero essere proprio giocatori e tecnici a darlo ai tifosi. Nelle categorie più basse, però, dove il calcio è solamente un hobby o un modo per distrarsi dalle difficoltà di tutti i giorni, capitano anche dei fattacci che balzano agli onori della cronaca e non certo per comportamenti positivi. E' esattamente il caso di un giocatore del Castel San Nicolò, in un match di terza categoria contro la Fortis Arezzo, che ha scalciato in modo violentissimo l'arbitro dopo essere stato espulso.
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